Un fottuto Globo di Terrasque.
Dopo quasi una settimana sembra proprio che la fortuna è tornata a sorridere al volto di questo uomo. Sono ben conscio del fatto che nulla potrà salvarmi dall’inevitabile, nemmeno questo preziosissimo globo.
Eppure averlo qua davanti a me mi conforta, aiuta a darti la consapevolezza che possiedi ancora un qualcosa che vale più della tua inutile vita. Perché è così: questo globo vale più della mia stessa vita, non lo dico per circostanza ma ci credo e fortemente. Per il loro potere, per la loro indole e per i servizi che possono dare.
Unici, preziosi e rari. Valgono persino più della vita di qualche altro esorcista ricco e famoso, avere un globo di Terrasque tra le proprie mani è come vincere una lotteria, il primo premio, quello più ambito che tutti ti invidiano. E’ così dannatamente importante che lo fisso da ieri sera, appoggiato sul mio tavolino di legno, ancora nella sua curata confezione di carta.
Una specie di guscio protettivo che lo tiene al sicuro dalle mie mani. Ho un certo timore a scartarlo, l’ultima volta che ne ho visto uno era sei anni fa.
Sei anni fa è un tempo molto lontano, le cose possono totalmente cambiare anche in un giorno. Nel momento in cui lo scarterò sono sicuro che avrò un innato desiderio di verificare il suo enorme potere, da subito. Che ti succede? Tanta apatia scacciata in un attimo solo per un oggetto così prezioso?
No, credo sia desiderio di rivalsa, la cocente volontà di usarlo su una testa di cazzo che mi ha umiliato. Non scappo mai via, non lascia mai irrisolti i problemi. Piuttosto mi faccio quasi ammazzare, morirò presto per non essermi tirato indietro.
Il palazzo degli orrori di quel servo delle Bocche di Fuoco, così pimpante, sicuro, borioso e altezzoso. Vorrei sbatterli questo Globo davanti gli occhi gia stasera, ridere di gusto mentre mi fumo una sigaretta e vederlo contorcersi dal dolore delle sue azioni.
Sarebbe magnifico, ma non sarà questa sera.
Mi hanno insegnato che non serve essere impazienti, soprattutto in questo lavoro. I particolari, i segni e gli allineamenti sono importanti. Come le maree, anche il globo, modifica la sua funzionalità con la Luna piena. Sembra pazzesco ma è così, il principio fisico che lo muove è lo stesso, almeno credo.
Luna piena. Sette giorni da oggi, secondo il calendario. Goditeli bene, perché io li conterò.
Per fortuna ho altro da fare, almeno per questa sera. Per domani si vedrà, l’importante è avere un impegno ora.
Dei folletti bastardi si stanno riunendo in una specie di congrega, e se ne vanno in giro per i vicoli a mangiarsi dei barboni. Lo fanno anche di giorno, questa è la cosa più preoccupante.
Hanno iniziato con dei cani randagi, gatti e ora stanno passando a dei relitti della società. Quanto tempo ci vorrà prima che scopriranno le delizie di una giovane ragazza? Di un bimbo? Di qualche altra persona innocente?
Demoni del richiamo, la scala più bassa dell’esistenza demoniaca. La stessa esistenza in tumulto, che pare sia in fermento. L’ultima novità pare proprio un’organizzazione di questi bastardelli, riuniti in gruppo. Impeccabile scelta: singolarmente sono delle pustole sul culo, quando iniziano ad essere una ventina, o più, possono far male più di un pugile.
Questa volta sono organizzato, questa volta sarà difficile che mi scappino e soprattutto questa volta sentiranno un fuoco che brucerà tra le loro chiappe così forte, ma così forte che rimpiangeranno i bei tempi in cui erano degli stupidi mentecatti che giravano da soli, nell’indifferenza di tutti.
“Oh cazzo! Miss Sunday! Vuole far piano, per cortesia?”
Il suo amichetto senegalese è venuta a trovarla prima del previsto questa settimana, dolce, carissima Miss Sunday. Vecchietta petulante e bigotta, tanto innocente ma altrettanto perversa.
Credo sia un’ottima momento per uscire di casa questa, a giudicare dall’enorme festa nell’altra stanza e dai rumori molesti che percepisco ne avranno per parecchio. Non sono un guardone o uno che origlia, pensare a Miss Sunday nell’atto del piacere sessuale è così altamente poco erotico che mi viene il disgusto.
E’ una buona sera per andarsene fuori e fare il proprio lavoro.
I giornali locali parlano di almeno quattro resti di cadavere di sconosciuti trovati nelle ultime tre settimane, i bastardelli hanno fame e si vede. Le prime vittime possono anche essere state spolpate vive, è probabile che di loro nemmeno le ossa sono rimaste. Questo mi fa presumere che il numero sia discosti dalla realtà, magari sono il doppio.
Stanno cominciando ad aver la pancia piena, lasciano degli avanzi. Sono soddisfatti. Io di certo no, per fortuna sembrano bazzicare gli stessi luoghi, almeno sotto questo aspetto sarà facile.
Avranno scoperto un gradino di intelligenza superiore riunendosi in gruppo ma non è abbastanza, non è abbastanza per chi lo usa davvero il cervello: non fanno nulla per coprire le proprie tracce, frequentano gli stessi posti e non si nascondono.
Teste di cazzo. Non mi sorprende che siano il livello più basso della loro società, eppure hanno l’abilità naturale di teleportarsi dove desiderano. Un tale potere così poco sfruttatati, applicato a corpi la cui intelligenza è seconda a quella di un ratto.
“Cerca qualcosa mister? Spero non sia uno di quei depravati che fa del male alla povera gente disadattata di questi posti.”
Tanto per cambiare un vecchio curioso che decidere di mettere il naso in questione che non lo riguardano. Deve essere un gene represso nel DNA umano, si attiva con la vecchiaia e rende delle simpatiche persone dei totali impiccioni.
Come se mettere fuori il naso dal proprio appartamento possa risolvere qualche cosa, magari questi gentili esseri ficcanaso credono che domandare porti a una soddisfazione personale, risollevano la loro autostima perduta con la vecchiaia.
Dubito che sia il pensiero dell’anziano che mi trovo davanti, troppo magrolino e ossuto per essere un benestante che bada anche agli affari degli altri. Un viso vissuto, occhi scavati nei bulbi e nascosti da grandi occhiali.
L’aspetto trasandato di chi non ha il tempo di curarsi della propria persona, il genere di uomo che non perde del tempo con gli altri proprio perché a malapena gestisce il suo di tempo.
Che diavolo vorrà allora da me? Ha deciso di cambiare le proprie abitudini solamente oggi? Proprio quando sono qua a fare il mio lavoro?
“Assolutamente no signore, non si preoccupi. Sono qua semplicemente per aiutare l’intero vicinato. Torni pure dentro casa sua, torni e si scordi di me, Dubito che ci rivedremo anche se vorrà ringraziarmi.”
“Spero proprio non sia un depravato, non ha la faccia da depravato. Avrò denunciato il fatto gia tre volte, ma non serve a nulla. Lei è qua per risolvere questo problema allora?”
“Certamente signore. Sono qua proprio per questo.”
“E’ un poliziotto?”
“No.”
“Servizi speciali?”
“Una specie.”
“E’ seccante la mia presenza? Sembra un tipo poco socievole non particolarmente amante della compagnia umana. Credo sia dovuto a lei come carattere ma temo sia anche responsabilità mia, della mia insistenza, dello sproloquiare a volte senza cognizione di causa e…”
“Sto lavorando. Faccio semplicemente il mio dovere, lei non mi secca assolutamente come persona, il punto è che sono impegnato in qualcosa che non dovrebbe riguardarla minimamente. Non mi infastidisce ma potrebbe presto farlo se continua a rimanere qua. Capisce?”
“Mi chiamo Gus, io. Abito nel palazzo di fronte, lo vede? Quello sbiadito. Un tempo era un giallo intenso, come il sole. Bello e fiero. L’avevamo scelto proprio per il colore, io e mia moglie.”
“Che problema ha lei?”
“Io? Io fortunatamente nulla. Penso di stare bene, certo magari soffro di solitudine, il mio continuo ciarlare sarà dovuto all’assenza di parole che pronuncio in casa. Un tempo mi piaceva parlare, io e mia moglie parlavamo molto ma purtroppo il tempo passa e la morsa cancerogena che sta divorando questa città ha dato un morso anche a questo quartiere, il mio palazzo, mia moglie.”
“Non riguarda solo lei, sua moglie o il vostro bel solare e giallo palazzo. La morsa investe ogni singola via, per ogni possibile aspetto con sempre più remote possibilità di emergere dalla merda in cui stiamo soffocando.”
“La sua è una visione negativa. Voglio ricordare il bello che prima albergava qua attorno a noi.”
“A quale scopo? Per chiudere gli occhi di fronte a questo schifo? Vuole continuare ad andare in giro come se niente fosse, parlando dei bei tempi andati senza riflettere su quello che lo circonda? La mia visione negativa preferisco chiamarla visione realista. E’ la quadratura del cerchio, se ne faccia una ragione.”
“Lei non capisce, quando io e mia moglie parlavamo dell’ultima crisi che ha investito questo paese eravamo concordi sul fatto che la luce potesse tornare ad illuminare questa bua città, il sole, lo splendere dei suoi raggi. I raggi di sole, quelli si che a mia moglie piacevano, era un’altra persona quando c’era il sole.”
“Da quanto sua moglie non riapre gli occhi? Da quanto non le parla? Credo molto Gus, perché se lei ancora fosse viva non si sarebbe rimbecillita vivendo nel suo glorioso passato, la sua povera moglie le darebbe un bel paio di ceffoni ora, se fosse viva. Questa sua disillusione lo divora dall’interno come una malattia, la falsa speranza è più crudele e dolorosa della piaga che ci divora. Un raggio di sole che può curarci? Non dica altre cazzate, siamo oltre quel limite, nemmeno noi possiamo salvarci. Abbiamo oltrepassato quel limite. Sua moglie Gus, sua moglie è stata fortunata a morire prima.”
“Lei non è morta.”
Alza i piedi e senza aggiungere una sola parola che sia una, sparisce nel suo palazzo. Quello che un tempo era giallo e intenso come un fiero sole.
Alcune persone a volte hanno semplicemente bisogno di scambiare quattro frasi con chiunque, anche il primo sconosciuto che esita due minuti alla loro finestra. Questi vecchi sono talmente assorbiti dagli eventi, incapaci di capirli e comprenderli, da lasciarsi trascinare come un gregge di pecore. Solamente che il loro pastore è un diavolo, e verranno condotti nel suo personale inferno.
A volte mi fanno pena, è inevitabile. Dopotutto il nostro corpo umano è una macchina senza garanzia che si usura con gli anni, c’è un limite, l’apice della sua struttura. Oltre ad esso solo un lento e inesorabile declino sia fisico che mentale.
Quest’ultimo è quello che più mi preoccupa. Quando si rimane soli, intrappolati nella gabbia che ci siamo noi stessi costruiti, il processo degenerativo è peggiore perché coltiviamo il ricordo, il solo pensiero come se fosse l’unica alternativa del mondo. Quell’alternativa è un ideale, un sogno, un ricordo manipolato e come tale non sarà mai vera. Un po’ mi fa pena, per qualche minuto mi rimprovero di essere stato così duro. Pochi minuti però, mi rendo conto che ho impegni più importanti.
Impiego circa quaranta minuti ad allestire un cerchio quasi perfetto con del gesso nel vicolo dove i parassiti che caccio di solito cenano. Passano invece circa quattro ore, che trascorro seduto all’interno di questo cerchio, per vedere il primo bastardello che mette fuori il naso da una grata in fondo al viale.
Altri trenta minuti affinché acquisiscono quel coraggio necessario per uscire in massa, sempre a piccoli e brevi passi. Sono stupidi vero, ma purtroppo non al punto di attirarli così facilmente. Gioco la carta dell’olfatto, possono fiutare l’odore del carbonato di calcio del gesso con cui ho tracciato i cerchio, è strano che tra tutte le sostanze stimolanti questo sia efficace. Del semplice carbonato di calcio, un rimedio quasi naturale. Non basta però. Sono ancora furtivi, guardinghi e soprattutto dubbiosi. Sono sazi, ma non abbastanza e devo essere sicuri della loro preda, io devo essere sicuro e pronto al momento giusto.
Tra le mie mani stringo la scatolina che il Vecchio mi ha venduto ieri sera, il mio rituale di distruzione. Devono essere tutti quanti vicini, tutti e quaranta perché non deve rimanerne nemmeno uno. Nemmeno uno.
Possono tranquillamente uccidermi, se sbaglio lo faranno. Riuniti in colonie possono essere temibili, e onestamente un po’ li temo ma fortunatamente mi torna alla mente le vere situazioni in cui sono stato accerchiato. Quelle classiche situazione di vita o di morte, dove la morte è la via più breve, veloce e indolore. L’ultima della serie, l’ultima di queste situazione quasi una settimana fa e ho perso.
Quelli si che sono momenti terribili, quasi rido confrontandola a questa. Il piacevole sorriso dura pochissimi istanti, quando sente le sudice manine che scivolano sul mio corpo. Stanno per assalirmi, vogliono divorarmi, strappare la mia carne, mangiarla, assaporarla.
Sapete una cosa miei cari demoni del richiamo? Tutte le persone che avete fagocitato e consumato avevano un prezzo. Eccovi il vostro cazzo di conto da pagare!
Lo scatolino che ho tra le mani si apre, riverso sui demoni il suo contenuto: polvere di zolfo.
Sottile, grigiastra e dall’aroma pungente. Veleno per questi piccoli elfetti, non è importante la quantità che li investe, anche il solo odore li paralizza, contorce le loro budella, aghi sottili che forano i loro polmoni. E’ una reazione a catena, quando il primo collassa a terra morto sprigiona una fiamma che investe tutti gli altri, lo zolfo fa da ottimo catalizzatore e il cerchio da me disegnato, le scritture accurate che m hanno portato via quaranta minuti, mi proteggono da questo piccolo rogo che consuma, brucia e purifica.
Per qualche secondo, davvero poco, il fumo mi inebria. Penso davvero di stare meglio, lo credo fortemente ma è un effetto collaterale che fortunatamente svanisce subito.
Attorno a me solo polvere, delle creature niente più traccia. Zolfo micidiale, a quanto pare non lo gradiscono, è peggio dell’antrace: li consuma dall’interno e svaniscono tra le fiamme come sempre.
Mi alzo, lentamente e con la scarpa rompo il cerchio di protezione cancellando alcune parti. Mi fermo ad osservare l’edificio un tempo giallo,intenso come il sole e fiero di Gus: un triste condominio che ha vissuto i suoi tempi migliori più di trenta anni fa, e guardandomi attorno la situazione non migliora. Questa città sta morendo lentamente, proprio come me.
Introduzione...
La storia di un esorcista inglese e dei suoi ultimi 99 giorni di vita. Una terra ad un passo dalla rovina e dal suo giorno più nero, dove terrificanti esseri demoniaci muovono le fila di un elaborato complotto ai danni della stessa umanità.
99 giorni sono pochi per pulire la propria anima dai peccati e dai vizi di una vita intera, ma sono abbastanza per salvare il mondo...
99 giorni sono pochi per pulire la propria anima dai peccati e dai vizi di una vita intera, ma sono abbastanza per salvare il mondo...
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